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Unipolsai presta strumenti a tutela delle donne

Gender Gap come raggiungere la parità di genere facendo valere i propri diritti

Quante donne si sono sentite escluse o limitate da percorsi di carriera e ruoli apicali senza intravedere un valido motivo?

Quante donne si sono sentite emarginate e dequalificate dopo una maternità?

Quante donne pur avendo medesimi, se non maggiori, requisiti professionali di colleghi uomini hanno dovuto “attendere” un turno infinito per essere viste, riconosciute, validate?

E quanto la pandemia ha aumentato e ostacolato tante professioniste in attività familiari e assistenziali che non sono state riconosciute e tutelate nell’ambito dell’attività lavorativa?

La pressione che viene esercitata da aziende e datori di lavoro nei confronti delle proprie dipendenti e collaboratrici spesso è cieca di fronte ai bisogni di flessibilità che queste ultime incontrano nella gestione della vita privata e della vita lavorativa.

In assenza di supporto, per una donna, la vita lavorativa e quella privata diventano, ingiustamente, inconciliabili.

Se la coppia non ha supporto dai rispettivi genitori, oppure, se non riesce ad avere un reddito adeguato che consenta di assumere un aiuto domestico, le problematiche sono significative e quasi sempre è la donna che dovrà, suo malgrado, rinunciare al lavoro, alla crescita professionale, all’indipendenza economica e alla carriera.

Purtroppo, ancora oggi la disuguaglianza di genere nelle prospettive professionali colpisce molte donne in Italia dando vita al fenomeno definito “gender gap”.

Per “gender gap” si intende, appunto, il divario sociale e professionale che esiste fra il genere maschile e quello femminile.

Per creare maggiore consapevolezza sul ruolo professionale della donna il World Economic Forum redige, ogni anno, dal 2006 il Global Gender Gap Report, un documento che fornisce una classifica mondiale che misura il gender gap.

Non è un caso che il Global Gender Gap Report 2021 abbia collocato il nostro Paese al 63° posto nel mondo per divario fra uomini e donne.

La totale parità di genere è stata riconosciuta soltanto in Islanda, Finlandia e Norvegia.

La questione del divario di genere rappresenta una tematica talmente importante per il nostro Paese che è stata oggetto di alcune misure previste dal PNRR approvato nel 2021 in Italia e finanziato dall’Unione Europea, al fine di allineare il nostro Paese agli standard Europei.

Il divario di genere si manifesta principalmente nel mondo del lavoro, la forma più conosciuta del gender gap è il gender pay gap, ovvero il divario retributivo di genere (di norma il 15%), ossia la differenza salariale che si verifica fra gli uomini e le donne a parità di ruolo, di mansione, di responsabilità e di orario lavorativo.

I numeri parlano chiaro:

  • La differenza dello stipendio netto mensile a cinque anni dal conseguimento della laurea magistrale è di oltre 500 euro tra uomini e donne: 1.969 contro 1.403 euro (Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica).
  • Nel 2019 i posti disponibili negli asili nido rappresentavano il 25,5% del totale dei bambini sotto i tre anni. Tale dato va letto unitamente alla percentuale di uomini e donne che lavorano in part-time: 7,9% contro 31,8% che dimostra come molte donne, ancora oggi, siano chiamate a scegliere se lavorare o occuparsi della famiglia (Istat).
  • La criticità, come si è detto, è stata addirittura amplificata dalla crisi pandemica: per colmare il divario al livello globale nella partecipazione economica delle donne ci vorranno ancora 267 anni. (Gender Gap Report)

Gli appelli per risolvere tale criticità sono ormai all’ordine del giorno. Si tende molto a parlare delle profonde penalizzazioni che in ambito aziendale ogni giorno caratterizzano il ruolo della donna, che sia madre o meno.

Al dibattito, però, non corrispondono sufficienti soluzioni che rappresentino concretamente i diritti delle donne.

Pertanto è importante trovare strumenti concreti volti a fronteggiare e ridurre la disuguaglianza professionale di genere.

UNIPOLSAI ha creato una specifica polizza di Tutela Legale Famiglia che prevede anche il pagamento delle spese legali per le controversie relative al rapporto di lavoro.

Per tutte le donne che vogliono far valere il diritto di avere uno stipendio paritario ed equo, con la polizza Tutela Legale Famiglia Unipolsai oggi è possibile e le spese legali non rappresenteranno più un problema!

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